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Articolo: Come scegliere e abbinare i colori nell’abbigliamento

Come scegliere e abbinare i colori nell’abbigliamento

Come scegliere e abbinare i colori nell’abbigliamento

Il colore come linguaggio della moda

L’eleganza non è mai un fatto casuale: è l’esito di scelte ponderate che coinvolgono taglio, tessuto e, soprattutto, colore. In un completo da uomo, la palette cromatica comunica chi siamo e quale immagine desideriamo trasmettere. Secondo studi di psicologia, il colore può influenzare la percezione che gli altri hanno di noi e suggerire professionalità, creatività o discrezione. Nella sartoria di alta gamma, ogni dettaglio è pensato per esprimere un messaggio preciso e il colore diventa un linguaggio non verbale. Anche la scelta della nuance adatta alla stagione o all’occasione non è secondaria: l’abito ideale per una cerimonia serale sarà diverso da quello per un pranzo di lavoro estivo. Questo articolo esplora la teoria del colore, i principi per creare abbinamenti armonici e le regole pratiche per scegliere la tonalità giusta in base alla carnagione, al contesto e alla stagione.

Teoria del colore e moda: dalle basi ai complementari

La teoria del colore è il fondamento di qualsiasi abbinamento riuscito. È utile conoscere le categorie principali dei colori e il modo in cui interagiscono tra loro, proprio come ci ricorda la ruota cromatica di Johannes Itten.

Colori primari, secondari e terziari

I colori primari sono le “mattonelle” dalle quali derivano tutte le altre tonalità. Nel sistema tradizionale RYB (red-yellow-blue) sono magenta (rosso), ciano (blu) e giallo. Non possono essere ottenuti mescolando altri colori e rappresentano la base per tutte le combinazioni. Un artista potrebbe lavorare per mesi solo con questi tre colori più bianco e nero.

I colori secondari nascono invece dalla combinazione di due primari: giallo e rosso producono arancione; giallo e blu danno il verde; rosso e blu generano il viola. Mescolando un secondario con un primario adiacente si ottiene un colore terziario (come il giallo‑arancio o il blu‑violaceo). Queste categorie strutturano la ruota cromatica, uno strumento di cui ci serviremo tra poco.

I colori complementari

Nella ruota cromatica, i colori opposti sono chiamati complementari. Quando affiancati, creano un contrasto vivace; se mescolati, tendono a neutralizzarsi in una tonalità grigia o biancastra. Ad esempio, il complementare del rosso è il verde; il blu si oppone all’arancione. Conoscere i complementari è essenziale per inserire un tocco di vivacità in un outfit senza sbilanciare l’armonia generale.

Colori base chiari, scuri e vivaci

Oltre alla distinzione primaria/secondaria/terziaria, le tonalità possono essere classificate in gruppi funzionali. Una guida di riferimento suddivide i colori in tre categorie: tonalità a base chiara (beige, bianco, avorio, grigio chiaro), tonalità a base scura (nero, grigio scuro, blu, marrone) e colori vivaci (arancione, rosso, verde, ecc.). Questa distinzione è utile per capire quali combinazioni risultano equilibrate. Ad esempio, accostare due colori chiari come beige e bianco crea un effetto luminoso, mentre combinare una tonalità scura con una vivace – come nero e rosso – genera un contrasto raffinato.

Schema di abbinamenti nella moda

Monocromatico, complementare, triadico e analogo

Utilizzando la ruota dei colori, si possono individuare diversi schemi di abbinamento:

  • Monocromatico: usare sfumature diverse dello stesso colore. Un abito blu navy con camicia celeste e cravatta blu cobalto è un esempio classico. Questa tecnica conferisce profondità al look tramite variazioni di intensità.

  • Complementare: accostare colori opposti nella ruota (blu e arancione, viola e giallo). Nei look formali è consigliabile attenuare i contrasti utilizzando versioni più morbide dei colori.

  • Triadico: selezionare tre colori equidistanti nella ruota. È uno schema più vivace, da usare con attenzione per evitare eccessi.

  • Analogo: abbinare colori adiacenti, come blu, blu‑verde e verde. Il risultato è un’armonia raffinata e sofisticata.

Palette neutra: il fondamento del guardaroba

Nel guardaroba maschile, i colori neutri costituiscono la base di qualsiasi combinazione elegante. Toni come blu, grigio, beige, bianco e nero sono versatili e si abbinano facilmente tra loro. I colori a base scura (nero, blu, marrone) risultano più formali, mentre quelli a base chiara (beige, bianco) donano luminosità. L’eleganza senza tempo dell’abito blu, ad esempio, deriva dalla sua capacità di trasmettere fiducia e professionalità. Un abito grigio, invece, evoca sobrietà e diplomazia; il nero è sinonimo di formalità assoluta.

Questi colori neutri fungono da tela su cui costruire il resto dell’outfit: camicie, cravatte e accessori colorati trovano equilibrio accanto a un completo blu navy o grigio perla.

Creare abbinamenti armonici per outfit perfetti

Dopo aver compreso le basi della teoria del colore, è il momento di applicarle per costruire look armoniosi. Le regole qui elencate sono linee guida: la moda, soprattutto quella maschile contemporanea, lascia spazio alla creatività. Tuttavia, conoscere le fondamenta consente di osare con cognizione di causa.

Tono su tono (monocromatico)

L’abbinamento tono su tono prevede l’utilizzo di varie sfumature della stessa famiglia cromatica. La combinazione di un abito azzurro, con una camicia a righe azzurra e bianca e cravatta blu scuro è un classico esempio. Questo schema crea profondità senza ricorrere a contrasti netti. È particolarmente adatto ai contesti formali in cui si desidera un look sobrio ma curato.

Colori complementari e contrasti discreti

L’abbinamento complementare utilizza colori opposti nella ruota. Blu e arancione, viola e giallo, verde e rosso sono coppie che catturano l’attenzione. Nei look da ufficio, conviene attenuare l’intensità: un abito blu navy può essere ravvivato da una pochette arancione bruciata, oppure un completo grigio antracite può essere arricchito con una cravatta giallo mostarda. È fondamentale non esagerare: non abbinare più di tre colori contemporaneamente e di evitare l’accostamento di due primari o due secondari puri.

Combinazioni analoghe e triadiche

Le combinazioni analoghe si basano su colori contigui. Abbinare blu, blu‑verde e verde – ad esempio un blazer navy con una camicia turchese e un fazzoletto verde muschio – garantisce coerenza cromatica. Le triadi, composte da tre colori equidistanti nella ruota, sono più audaci. Un esempio classico è blu, rosso e giallo; nella moda maschile si opta spesso per versioni desaturate (blu navy, bordeaux e senape).

Accenti di colore e accessori

Gli accessori sono il mezzo più semplice per introdurre accenti di colore. Una cravatta bordeaux, una pochette verde oliva o un paio di calze a righe possono ravvivare un outfit senza destabilizzarlo. Old Money suggerisce di mantenere un equilibrio gerarchico tra l’elemento dominante (l’abito), quello di supporto (la camicia) e quello di accento (cravatta, fazzoletto. Questo principio evita l’effetto “patchwork” e valorizza il capo principale.

Scegliere i colori in base alla carnagione e ai capelli

La colorimetria personale non è solo una questione di estetica, ma incide profondamente sull’armonia complessiva. Un abbinamento che valorizza l’incarnato dona luminosità al volto; viceversa, tonalità inadatte possono spegnere l’aspetto.

  • Carnagione scura: è consigliabile optare per colori chiari; tonalità come beige, crema, azzurro e pastello creano un contrasto raffinato.

  • Carnagione chiara: prediligere colori vivaci o più intensi. Blu, verde smeraldo, bordeaux e marrone caldo ravvivano l’incarnato chiaro.

  • Capelli chiari: le tonalità pastello (celeste, rosa pallido) valorizzano i capelli biondi o grigi.

  • Capelli scuri: colori caldi come marrone, ruggine, verde oliva creano un abbinamento armonioso.

Queste regole non sono rigide: la sperimentazione è sempre possibile, ma conoscere questi principi aiuta a evitare errori grossolani.

Palette stagionale: colori per ogni periodo dell’anno

L’eleganza si esprime anche attraverso un uso sapiente della palette in base alle stagioni. Le tonalità variano in funzione della luce e della temperatura, offrendo infinite combinazioni.

Primavera ed estate

Le stagioni calde prediligono colori chiari e freschi. Abiti in blu chiaro, grigio perla o beige sono ideali per matrimoni diurni o eventi estivi. Accessori in lino o seta cruda completano il look.

Autunno e inverno

Per i periodi freddi, si scelgono tonalità più scure e profonde. Marrone, verde bottiglia e grigio antracite conferiscono calore visivo e si adattano all’atmosfera delle giornate brevi. Un completo in flanella grigio scuro con camicia panna e cravatta bordeaux è un esempio perfetto per l’inverno. Nelle giornate autunnali, un blazer marrone in tessuto spigato combinato con pantaloni beige e accessori color muschio incarna l’eleganza stagionale.

Errori comuni da evitare nell’accostamento dei colori nell’abbigliamento

Anche il tessuto più bello può perdere fascino se abbinato nel modo sbagliato. Ecco le principali insidie da evitare:

  1. eccesso di colori: l’uso di più di tre colori distinti in un solo outfit rischia di creare confusione. Un metodo sicuro è scegliere due colori dominanti e introdurre un terzo solo come accento.

  2. Accostamenti sbagliati: evitare l’abbinamento di due primari o due secondari puri (ad esempio rosso e blu intenso); meglio optare per versioni più tenui o desaturate.

  3. Troppa uniformità: indossare lo stesso colore nelle stesse tonalità (ad esempio tre blu identici) può risultare monotono. Il tono su tono funziona solo se le sfumature sono diverse per intensità e luminosità.

  4. Pattern in conflitto: righe con righe o quadri con quadri possono creare sovraccarico visivo. Qualora si scelga un completo gessato, la camicia e la cravatta dovrebbero presentare motivi diversi per dimensioni o spaziatura delle righe.

  5. Ignorare la formalità: alcuni tessuti richiedono accessori specifici. Il gessato, per esempio, va sempre indossato con cravatta e scarpe formali. Presentarsi con sneakers o senza cravatta spezza l’equilibrio del look.

  6. Dimenticare l’incarnato: abbinare colori che non valorizzano il tono della pelle può appesantire. Ricordarsi di considerare carnagione e capelli come indicato al punto 4.

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